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La parola ai dipendenti di Alitalia

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Sì all'accordo CAI
Quando ti avvii ad una "trattativa" in cui ti sei fatto chiudere all'angolo perché sei la parte che ha più da rimetterci, sei perdente in partenza. E' inutile quindi che i sindacati continuino a tirare la corda, più di tanto non riusciranno a ottenere. Pertanto che firmino questo accordo finché (se) siamo in tempo: poi chi non è soddisfatto è libero di cercarsi un'altra occupazione, ma almeno garantiamo un minimo di lavoro al maggior numero di persone possibile. Alitalia non sono solo i piloti con i loro dictat. Ci sono migliaia di lavoratori di terra, che fanno in silenzio il loro dovere da anni e che da anni sopportano sacrifici in busta paga, che non si sentono rappresentati da questi sindacati e che vogliono che l'accordo sia firmato!
Elisabetta Picco

I «Capitani coraggiosi»
Egregio Direttore, vorrei solo farle notare che mai definizione fu piu' impropria di quella coniata da Silvio Berlusconi a proposito della sua cordata: "Capitani coraggiosi"...il "coraggio" di questi imprenditori infatti, e' davvero difficile da individuare se pensiamo che ambiscono al controllo di Alitalia dopo aver scaricato tutti i debiti sulla collettivita', essersi garantiti il monopolio della rotta piu' remunerativa d'Italia, la Roma-Milano, che in un solo anno gli garantira' quasi il pareggio di bilancio, aver azzerato il costo del lavoro con una delle piu' spregiudicate operazioni di "macelleria sociale" e di "ingegneria sindacale" che la storia delle relazioni industriali di quesa Nazione ricordi...come dipendenti Alitalia, avremmo preferito, al posto degli ultimatum e dell'arroganza del Dottor Colaninno&Co., l'approccio di un Sergio Marchionne, il quale nel suo primo discorso alle maestranze Fiat ebbe il coraggio e l'onesta' di dire: " se non vendiamo piu le macchine non e' certo colpa degli operai...". Come Assistenti di Volo Alitalia, siamo pronti ad "affondare" con onore e dignita' consapevoli che saremo in buona compagnia"...
Giancarlo Di Giovanni - Capocabina Alitalia

Da Assistenti di volo Alitalia
«Beati Voi!»Piccolo vademecum per gli amici giornalisti e per tutti coloro che davvero vogliono capirci qualcosa. Il trasporto aereo è un'attività complessa. Come tutte le cose complesse, richiede di un minimo di tempo per poter accedere ad una sufficiente comprensione. E quindi intavolare eventuali giudizi e commenti. Innanzi tutto il trasporto aereo è un'attività poco remunerativa. Nella gran parte dei casi, presenta opportunità di business limitate solo ai grandi numeri e a chi può accedere ad ingenti economie di scala. Per questo, oggi è un industria che sopravvive e garantisce un reale servizio solo strutturandosi in mega-alleanze.D'altro canto però, risulta essere indispensabile alle collettività e rappresenta l'evidente contrassegno della versatilità e del dinamismo di un paese civile. Per questo, lo si definisce come «servizio pubblico essenziale». Nel mondo, che piaccia o no, il trasporto aereo oggi si sviluppa grosso modo secondo due modalità:

1) «Di bandiera», che al di là della collocazione territoriale si esprime attraverso un servizio più o meno globale e il sostenimento di una catena di attività e di costi funzionali alla sua efficacia e affidabilità. In questa accezione, il fattore umano, l'investimento che lo riguarda e le sue caratteristiche di professionalità, inclusa l'esperienza, assumono un significato non marginale, e quindi funzionale al successo dell'impresa.

2) «Low-cost», a vocazione "«consumer» e «point to point», dove il dato di efficienza è attribuito principalmente all'apporto della tecnologia e dove il risparmio dei costi impone un utilizzo quali-quantitativamente «misurato» di risorse umane, mediamente molto giovani, sfruttabili con poche regole per pochi anni e poi sostituite. Indipendentemente dalle ovvie opportunità di razionalizzazione e di sana gestione delle risorse, e se si tralasciano alcuni coefficienti sull' impiego quantitativo delle risorse umane, Alitalia sarebbe strutturata secondo la prima modalità.

Così, se si accetta di muoversi all'interno di essa, è facile riscontrare determinate peculiarità nel rapporto con i dipendenti, apparentemente inconsuete, che si ritrovano però in tutta l'industria del trasporto aereo e che delineano uno "status" riconosciuto ed accettato in tutto il mondo.
Uno «status» di difficile comprensione è quello dei naviganti, cioè Assistenti di Volo e Piloti.
Si tratta di persone che devono contemperare la propria vita con precise condizioni:
a) star fuori di casa continuativamente per più giorni (in Alitalia mediamente fino a 6)

b) adattare i loro bisogni essenziali e la loro efficienza e vigilanza psico-fisica a luoghi, orari, climi e condizioni, spesso scomode o dannose, con espletamenti di servizio che in particolare nel lungo raggio avvengono di notte.

c) confrontarsi con realtà critiche a cui, al di là della prevenzione, non si può mai essere del tutto preparati ( pericolo oggettivo, terrorismo, minacce di sabotaggio, emergenze sanitarie (Sars, Influenza Aviaria), rapporti con passeggeri o collettività di cultura differente, presenza o transito in aree di conflitto eccetera.

  CONTINUA ...»

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